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Ospedale San Paolo, cure più sicure con il progetto “Terapia in corso. Non distrarre”

Una casacca arancione indossata dagli infermieri durante la somministrazione delle terapie: calano le interruzioni del 50% e le ore di lavoro perse

di FRANCESCO BALDINI

CIVITAVECCHIA - Successo per il progetto “Terapia in corso. Non distrarre” della Asl Roma 4. L’azienda sanitaria locale è una delle prime ad adottare questa metodica per la «sicurezza dei pazienti, delle cure e nell’ottica dell’umanizzazione - ha spiegato il direttore sanitario Antonio Carbone - questa Asl sta facendo grandi passi in avanti». Gli infermieri di Chirurgia, Medicina e Ortopedia dell’ospedale San Paolo durante la somministrazione delle terapie hanno indossato una casacca di segnalazione arancione, acquistata grazie al contributo della Fondazione Cariciv, nell’ambito del progetto “Cure sicure” della Asl Roma 4. Lo scopo è semplice: prevenire l’errore nella somministrazione attraverso il monitoraggio e la prevenzione delle interruzioni o distrazioni. Il direttore del Dipartimento aziendale professioni sanitarie e sociali Carlo Turci ha spiegato: «Abbiamo pensato questa iniziativa insieme alla direzione per promuovere cure sicure. La cassa è uno strumento semplice ma un segnale evidente dell’impegno durante la fase di somministrazione delle cure. Abbiamo voluto proporre ai colleghi questa nuova modalità e devo dire che ha funzionato». Coinvolta anche la sede di Infermieristica del San Paolo. I dati raccolti sono molto positivi e l’azienda ha deciso di estendere l’iniziativa a tutte le unità operative degli ospedali San Paolo e Padre Pio. «Essenzialmente - ha concluso Turci - siamo i primi nel Lazio». Soddisfatto il presidente della Fondazione Cariciv Gabriella Sarracco: «La Fondazione p da sempre vicina al nostro ospedale. Se le cose continueranno ad andare come stanno andando ora potremo tornare ad incidere sul nostro ospedale più significativamente». Per il direttore generale della Asl Roma 4 si tratta di un progetto molto importante. «In questa azienda - ha detto - si dà molta enfasi al lavoro del Dapss perché porta innovazione. Ad oggi è uno dei fiori all’occhiello dal punto di vista della prevenzione. Questo - ha spiegato Quintavalle - è un progetto semplice che insegna a rispettare il ruolo professionale. La nostra Asl ha un sistema di gestione del rischio e riceve uno sgravio fiscale». Tanti i progetti in cantiere per l’ospedale San Paolo saranno effettuati diversi lavori dove presto partiranno diversi lavori per migliorare l’offerta all’utenza. «Si sta pensando - ha continuato Quintavalle - ad una nuova sede per il Pronto soccorso». Una delle infermiere che ha partecipato al progetto Alessandra Massarelli (Chirurgia generali) ha raccontato: «Ho accettato volentieri questo esperimento. Ho trovato una notevole differenza - ha sottolineato - più rispetto da parte dei colleghi e una maggiore disponibilità>.

I dati raccolti dal Dapss confermano il successo dell’iniziativa. L’osservazione è stata articolata in due fasi. Nella prima che va dal 24 giugno al 10 luglio sono state registrate ben 1359 interruzioni (864 al San Paolo). Nella seconda fase, post progetto, le interruzioni sono scese drasticamente, del 50% con 771 interruzioni totali. Si è quindi passati da 29 ore di tempo perso a 46 minuti.

(09 Ott 2019 - Ore 09:01)

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