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Giulivi: ''Una doppia rivincita che fa bene alla città''

 Il leader della Lega con il 58,82% si è imposto nettamente su Gianni Moscherini
«Ha vinto Tarquinia. Faremo tutto quello che abbiamo scritto nel programma e anche di più»

TARQUINIA – La rivincita. Dopo 12 anni, Alessandro Giulivi, 59 anni, torna al palazzo comunale, come nuovo sindaco del comune di Tarquinia, portando nel cuore anche la rivincita dell’amico di sempre, l’ex sindaco Pietro Mencarini costretto alle dimissioni sei mesi fa.
Con 3.990 voti, pari al 58,22%  delle preferenze, Giulivi  guiderà la città per i prossimi cinque anni, dopo averla già governata dal 2002 al 2007, quando perse il secondo mandato contro Mazzola per soli 56 voti. 
“Ha vinto Tarquinia. Faremo tutto quello che abbiamo scritto nel programma e anche di più”, le prime parole di Giulivi domenica notte al momento dell’arrivo presso i seggi elettorali, dopo aver seguito lo spoglio dei voti dalla propria sede in compagnia della sua squadra. Subito una festa, tra applausi, lacrime e fuochi d’artificio in strada, quando ormai il dato, apparso chiaro da subito, era pienamente confermato. «Grazie a tutti - ha scandito Giulivi - grazie a chi ci ha votato. Finalmente abbiamo mandato a casa tutta la gente che non voleva bene a Tarquinia. Abbiamo costruito una squadra fatta di persone per bene. Trasformeremo questa città come abbiamo promesso». «Torno al palazzo comunale più maturo, - ha anche detto Giulivi - con una squadra che ho scelto io, seria e capace. Io ho creduto in Tarquinia e Tarquinia ha creduto in me. Non potevamo permettere di lasciare 3mila anni di storia in mano a chi non sapeva di cosa parlava. Ora al lavoro per iniziare a portare avanti i nostri programmi». Fedele al motto ‘‘vince la squadra’’, Giulivi ha portato avanti una campagna elettorale improntata sui progetti e sui programmi per la città, vedendone riconosciuto il valore nel consenso ottenuto. Oltre mille voti di scarto con l’avversario (1.127): Gianni Moscherini si è infatti fermato al 42% con 2.863 voti. Corposo il programma elettorale proposto da Giulivi che, sostenuto da una coalizione composta da tre liste, (‘’Lega Salvini’’, ‘’Noi con Tarquinia’’ e ‘’Futura Tarquinia’’.), ha dimostrato di avere le idee chiare su come dovrà diventare in breve tempo Tarquinia: ‘’Una città a misura d’uomo’’, decorosa e attraente. Un modello di città che è piaciuto ai cittadini elettori.
IL PRIMO SINDACO INTERAMENTE LEGA. Alessandro Giulivi è il primo sindaco di una coalizione  composta con la sola Lega, trovando fortemente orgoglioso il senatore Umberto Fusco che ha voluto essere presente a Tarquinia  per i festeggiamenti.
IL SENATORE FUSCO. Emozionato il senatore Umberto Fusco ha espresso la sua soddisfazione: «Ho creduto fin dall’inizio nella candidatura di Alessandro Giulivi - ha detto tra le lacrime - Abbiamo vinto anche a Civita Castellana, con Franco Caprioli; non ce n’è più per nessuno».
Per festeggiare con Giulivi è giunto anche dalla vicina Civitavecchia Enrico Zappacosta che ha voluto complimentarsi personalmente con l’amico Giulivi.
UNA FESTA FINO A TARDA NOTTE. La festa domenica è proseguita fino a tarda notte. Dopo gli applausi, i fuochi d’artificio e la bottiglia stappata in strada davanti ai seggi, Giulivi, seguito dai tanti cittadini, si è incamminato in  passeggiata fino al palazzo comunale, con i suoi sostenitori che hanno gridato ‘’Alle Canarie, andate alle Canarie’’: un jingle rivolto agli avversari. Poi la salita a palazzo comunale, tra applausi e congratulazioni, con il neosindaco che, contornato anche dai famigliari, ha voluto dedicare la vittoria proprio all’ex sindaco Pietro Mencarini, “amico d’infanzia e amico di una vita’’. «Pietro Mencarini aveva iniziato questo cammino e noi lo porteremo avanti.  - ha detto Giulivi - Questa è quindi una rivincita anche di Pietro». «Hanno vinto i cittadini - ha aggiunto Giulivi -  Sono passati dodici anni. Oggi è la vittoria di tutta quella parte che crede in Tarquinia e nel futuro di Tarquinia e non crede nelle logiche degli inciuci e nelle malefatte. Ora inizia il percorso di una nuova classe politica che si prepara a governare questo paese, ci auguriamo per i prossimi trenta, quaranta anni. Saremo onorati di rappresentare Tarquinia nel mondo».
LA RABBIA E GLI SCONFITTI. Rabbia e tensione nelle fila dei perdenti, con Gianni Moscherini che ha avuto un momento di ira, dando in escandescenza e inveendo contro alcuni operatori dell’elettorale. Poi è calato il silenzio. Nessun commento ieri da parte dello sconfitto Moscherini. 
Chi ha voluto commentare il risultato è stato invece Manuel Catini che ha affidato ai social il suo intervento: «È stata una campagna elettorale lunga e difficile - ha scritto Catini - Ho creduto per primo, questa volta, nella candidatura di Gianni Moscherini a Sindaco di Tarquinia e non me ne pento assolutamente, perché ho conosciuto una persona totalmente diversa da quella che anche a me avevano descritto. Il popolo è sovrano ed ha scelto, non si puó che accettarne il risultato.  Nei miei dieci anni di impegno politico ho vinto, ho perso ma a differenza di tanti ci sono sempre stato. Sono orgoglioso di aver avuto meravigliosi compagni di viaggio al mio fianco, non posso che ringraziarli uno ad uno ancora una volta. Ho messo a disposizione della coalizione, come sempre, il mio modo di fare e di intendere la politica con la speranza che sia stato apprezzato. Ho lavorato in armonia e serenità, scoprendo persone nuove da un grande spessore umano con le quali sono certo continueranno le sinergie create. Jim Morrison diceva: “L’eroe non è colui che non cade mai, ma colui che una volta caduto trova il coraggio di rialzarsi”; un eroe non sono, non lo sono mai stato, non voglio esserlo, ma già mi sono rialzato e sono pronto a lavorare per il prossimo futuro. In bocca al lupo Tarquinia. Grazie a tutti». 
 

(11 Giu 2019 - Ore 18:13)

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