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Blackout elettrico, disagi al Lido di Tarquinia: salta il color party

Domenica di fuoco in tutti i sensi per via dell'nterruzione di energia elettrica su tutto il litorale etrusco. L’amministrazione Giulivi pronta ad avviare una class action contro Enel per i gravi danni subiti

TARQUINIA - Gravi disagi a Tarquinia in una domenica già difficile per le alte temperature. La località balneare ha dovuto fare i conti con la carenza di energia elettrica a tal punto da lasciare al buio il Lido poco dopo le 22 con bar, ristoranti e strutture ricettive che sono rimasti senza la possibilità di portare avanti le proprie attività. 
Problemi anche nei palazzi, con gente rimasta bloccata negli ascensori. 
Le “avvisaglie” di quella che si è  poi rivelata una vera sciagura si erano già viste al mattino, con i primi cenni di blackout intorno alle 8,30. Uno stop elettrico che ha fermato le attività mattiniere di stabilimenti balneari, alberghi e generi alimentari. Niente caffè e cappuccini. Poco dopo un’ora, la situazione è fortunatamente tornata alla normalità, seppur con evidenti disagi. 
La sera, poi, il problema si è ripresentato in forma più grave, proprio per il prolungarsi dell’assenza elettrica per tutta la notte. Su tutto  il litorale è improvvisamente calato il buio con evidenti problemi  per quelle attività, come per esempio le gelaterie, che hanno visto,  con il protrarsi dell’interruzione, la perdita dei propri prodotti. 
Cellulari inattivi, pos bloccati, frigoriferi spenti: una vera sciagura per gli imprenditori che oltre al mancato guadagno derivato dalla perdita della clientela, hanno dovuto anche fare i conti con la perdita di gran parte delle scorte alimentari.
Delusione, poi, per i più giovani molti dei quali costretti a rinunciare al color party della terza edizione di Goodbye summer Holi. Vista la lunga attesa, molti ragazzi se ne sono infatti tornati a casa.
Durissima la presa di posizione dell’amministrazione comunale di Tarquinia: “Tutta la costa, dal Lido di Tarquinia a Marina Velka, è rimastasenza energia elettrica. Non solo un blackout  ma, quanto accaduto nell’arco dell’intera giornata di domenica, va considerato un vero e proprio atto di negligenza, incuria e trascuratezza a danno del turismo e dell’intera comunità. - affermano dall’amministrazione Giulivi -  Il grande caldo, annunciato da giorni, doveva aver messo in allarme anche i tecnici dell’Enel che, avevano l’obbligo di monitorare, controllare e aumentare il flusso di energia elettrica verso le zone di villeggiatura. Non l’hanno fatto e per questo adesso dovranno rispondere ai cittadini, alle attività commerciali e al Comune”. 
Il sindaco Alessandro Giulivi e gli assessori stanno valutando se iniziare una vera e propria class action contro l’Enel che non ha fatto nulla, nonostante sapesse che, fin dalla mattinata di sabato e nelle settimane passate c’erano state le prime avvisaglie su quello che sarebbe accaduto in serata con continui e ripetuti black out.
«Ho già dato mandato ai nostri legali di valutare ogni più opportuna azione utile ad una causa per il risarcimento dei danni»: ha detto il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi sbottando contro l’Enel all’indomani del black out totale che per buona parte della serata e l’intera nottata ha paralizzato Tarquinia Lido, creando seri disagi alle attività commerciali e bloccando, di fatto, lo svolgimento degli eventi in programma».
«Chiederò a nome del Comune sia i danni d’immagine - spiega Giulivi - che il risarcimento del danno economico subito tanto dalle attività commerciali, quanto dal Comune. Ancor più se, come mi dicono, il problema è ricorrente». La chiusura, poi, è in tono polemico rispetto al passato: «Possibile che, in quindici anni, nessuno abbia fatto nulla per evitare situazioni simili?»
Danni ancora non quantificabili ma ingenti. Ristoranti costretti a mandare via le persone. Bar e stabilimenti balneari in difficoltà. Appuntamenti estivi saltati ma che dovranno comunque essere pagati. L’amministrazione comunale si farà promotrice di raccogliere tutte le richieste dei commercianti, attraverso i loro sindacati e organizzazioni associative.
«E’ giunto il momento di agire - tuona Giulivi - contro chi conosce molto bene i problemi del territorio e che produce energia elettrica a un chilometro di distanza dal confine di Tarquinia dove da anni si ripetono costanti criticità che colpiscono ampie aree abitate e che in questi giorni sono stracolme di turisti».

(12 Ago 2019 - Ore 01:47)

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